Opuscoli in collaborazione con il Parco Naturale dei Monti Aurunci

Nel 2008 l’associazione Cibele ha curato la pubblicazione di due opuscoli informativi per il Parco Naturale dei Monti Aurunci, uno sulla gestione del cinghiale e uno sulle possibili soluzioni al problema del randagismo.

Indagine preliminare per la stesura di un piano di gestione del cinghialeIndagine preliminare per la stesura di un piano di gestione del cinghiale

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Come nel resto d’Europa, anche in Italia, fin dal secondo dopoguerra si è assistito ad una progressiva espansione del cinghiale (Sus scrofa), sia da un punto di vista geografico che di consistenza numerica della popolazione. Le caratteristiche ecologiche di questa specie, la sua rapida espansione dovuta spesso ad immissioni venatorie realizzate senza previ studi scientifici, insieme al suo comprovato impatto sulle attività agricole, obbligano gli Enti gestori a mettere a punto delle efficaci strategie di intervento.
Come altri Parchi di recente costituzione, il Parco Naturale dei Monti Aurunci si trova a gestire contemporaneamente una complessa questione ecologica ed economica. Se da un lato la salvaguardia di una specie come il cinghiale inserita nel suo contesto naturale rappresenta un interesse primario dell’Ente, dall’altro il mantenimento delle attività agricole del territorio, rappresenta un aspetto altrettanto fondamentale, in un’ottica di salvaguardia della biodiversità e di sviluppo sostenibile.
L’Ente Parco ha pertanto intrapreso un percorso per la messa a punto di una strategia di gestione della specie basata principalmente sul monitoraggio e la prevenzione dei danni, in accordo con le Linee Guida redatte dall’INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica).

Interventi e strategie urgenti per il controllo e la gestione dei cani vaganti (randagismo) nell'area del Parco Naturale dei Monti AurunciInterventi e strategie urgenti per il controllo e la gestione dei cani vaganti (randagismo) nell’area del Parco Naturale dei Monti Aurunci

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Al fenomeno del randagismo o dell’inselvatichimento dei cani, è associata una serie di problematiche di tipo sanitario, economico ed ecologico, che vanno dai danni alla zootecnia, all’origine dei conflitti tra allevatori e fauna selvatica.
Il Parco Naturale dei Monti Aurunci, nel suo compito di gestore di un territorio naturale così strettamente connesso con le attività agro-pastorali, si è posto l’obiettivo di proteggere il suo patrimonio culturale e ambientale, in un’ottica di sviluppo sostenibile inserito in un contesto ad alto indice di naturalità.
Questo tipo di problematica, insieme a quelle di tipo ecologico, hanno portato alla necessità di indagare l’entità del fenomeno del randagismo sui Monti Aurunci al fine di programmare in modo sempre più efficace le attività di tutela e di conservazione del patrimonio naturalistico e culturale del territorio.
L’Ente ha quindi approvato l’avvio di un progetto di indagine in collaborazione con l’Associazione Cibale onlus, nell’ambito di un progetto di più ampio respiro per la messa a punto di interventi e strategie per il controllo e la gestione del randagismo nell’area del Parco.