Linee guida per la gestione del cinghiale nel Parco Regionale di Veio – 2007

Nel 2007 L’Ente Parco Regionale di Veio ha commissionato a Cibele e all’Istituto di Ecologia Applicata di Roma la realizzazione di un Piano di Gestione del cinghiale (Sus scrofa) nell’area del Parco. L’indagine è stata basata sui dati messi a disposizione dall’Ente Parco, integrati da informazioni eco-biologiche sulla specie ottenute da letteratura, e sui risultati acquisiti dallo studio di Human Dimension del cinghiale sopra descritto. L’elaborazione ha principalmente riguardato il database informatizzato delle richieste di indennizzo dei danni alle produzioni agricole causati dalla fauna selvatica dal 1999 al 2007, oltre ai dati derivanti dalle campagne di cattura realizzate dal personale dell’Ente nel biennio 2005-2006.

Allo stato attuale non vi sono conoscenze sulla consistenza della popolazione di cinghiali e al fine di acquisirle possono essere realizzate nel Parco di Veio, dove la copertura forestale è complessivamente scarsa, osservazioni da punti vantaggiosi precedute eventualmente da foraggiamento artificiale per attirare gli animali da censire (osservazioni delle “governe”) in aree idonee dove esso non provochi disagi.

Per quanto riguarda i danni alle coltivazioni gli erbai sono la coltura più danneggiata dai cinghiali, rappresentando il 68% degli importi stimati totali e il 72% della Superficie Agricola Danneggiata totale, seguiti dai cereali e dai noccioleti (rispettivamente 11% e 7% dell’importo), che sebbene molto rari (N=4), rappresentano la coltura mediamente più “cara” indennizzata dal Parco (3.500 € /evento).

Parco Regionale di VeioCon l’intento di diminuire i danni alle coltivazioni l’Amministrazione del Parco dal 2004 mette a disposizione in comodato d’uso gratuito, come sistema di difesa, le recinzioni elettrificate a basso voltaggio anti-cinghiale assegnandole a chi ne fa richiesta. Sarebbe auspicabile praticare un “monitoraggio” della messa in opera e della manutenzione delle recinzioni assegnate, registrandone la localizzazione geografica, tipo di coltura e superficie e verificandone periodicamente il funzionamento, per poter ottimizzare l’efficienza del metodo. È probabile che la recinzione di alcuni appezzamenti troppo vasti come gli erbai presenti difficoltà operative e/o economiche di realizzazione. Una soluzione potrebbe essere rappresentata da linee di recinzioni aperte poste a confine dei campi nelle aree di maggior transito lungo le quali realizzare, in via sperimentale, delle fasce di colture a perdere utili a ridurre le incursioni dei cinghiali nei campi confinanti, rafforzando così l’efficacia della linea di recinzione stessa. È evidente come un intervento simile debba essere programmato in stretta collaborazione con gli agricoltori, con i quali devono essere individuare le aree più idonee.

In allegato il file di presentazione della ricerca:

- Monica Rulli e Simona Savini, Linee guida per la gestione del cinghiale nel Parco Regionale di Veio (PDF, 3,29 MB)