Studio di Human Dimension per la gestione del cinghiale nel Parco Regionale di Veio – 2007

Nel corso del 2007 l’Associazione, con il supporto dell’Istituto di Ecologia Applicata di Roma, ha avviato uno studio di Human Dimension allo scopo di comprendere l’effettiva entità di una situazione di conflitto dovuto alla presenza del cinghiale nel Parco e quali le specificità sulle quali concentrarsi per aumentare il livello di accettazione della specie nell’area e la sua convivenza con l’uomo. Il concetto di Human Dimension nasce dall’esigenza di comprendere Parco Regionale di Veioe indagare le implicazioni sociali (la “dimensione umana”) legate alla fauna selvatica, considerate necessarie per l’individuazione di azioni gestionali efficaci e socialmente condivise. L’obiettivo primario di questa scienza, nata negli Stati Uniti, è comprendere i valori, le attitudini e le opinioni del pubblico allo scopo di individuarne i reali timori, le aspettative, il grado di tolleranza, nonché l’opinione sulle proposte di gestione. Tali informazioni sono necessarie per l’individuazione di obiettivi socialmente soddisfacenti e vengono, di norma, acquisite per mezzo di interviste strutturate.

Il questionario (basato su quelli prodotti negli Stati Uniti e poi utilizzati in Europa e in Italia per studi analoghi) è stato sottoposto tramite intervista diretta ad un campione casuale di 408 residenti nei Comuni del Parco (>= 18 anni d’età), ripartito proporzionalmente alla dimensione della popolazione di ognuno dei comuni interessati e alla percentuale di territorio comunale ricadente all’interno dei confini dell’area protetta.

L’indagine ha riguardato anche specifici gruppi d’interesse, individuati in accordo con l’Ente Parco, quello dei cacciatori, degli agricoltori – allevatori e degli ambientalisti – fruitori del Parco, per ciascuno dei quali è stato selezionato un campione casuale e rappresentativo di 100 casi estratto sulla base delle informazioni messe a disposizione dall’Ente Parco.

Complessivamente la popolazione residente risulta divisa a metà tra coloro che ritengono positiva la presenza del cinghiale e coloro che la ritengono negativa. La popolazione residente non sembra dunque presentare un netto orientamento rispetto alla sua attitudine nei confronti della specie, al contrario di ciò che avviene per i gruppi di interesse; risulta comunque largamente condivisa, anche da coloro non direttamente coinvolti nell’attività agricola, l’opinione che il cinghiale sia una specie economicamente dannosa per le attività agricole svolte nel territorio del Parco.

La popolazione del Parco risulta anche essere scarsamente informata sul cinghiale e sulla sua ecologia, sebbene generalmente preoccupata per la presenza della specie nell’area, in particolare in relazione ai danni ad essa attribuiti; a questo si aggiunge la scarsissima fiducia nei confronti dell’intenzione del Parco di occuparsi della questione cinghiale, riscontrata in particolare presso la popolazione residente e gli agricoltori.

Indubbiamente gli agricoltori si confermano essere la categoria più avversa nei confronti della specie, e la più difficile con cui dialogare, a giudicare anche dal basso tasso di risposta ottenuto rispetto alle altre categorie.

Una campagna di informazione sulla biologia del cinghiale e sul suo effettivo impatto nell’area, insieme al coinvolgimento di rappresentanti degli agricoltori nella pianificazione di strategie per la prevenzione e riduzione dei danni possono risultare iniziative efficaci in una situazione come quella del Parco Naturale di Veio, in cui l’avversione generale alla presenza del cinghiale e l’entità effettiva dei danni alle coltivazioni agricole risultano moderati, per la costruzione di una più armonica convivenza tra attività antropiche e fauna selvatica.

In allegato il file di presentazione della ricerca:

- Monica Rulli e Simona Savini, Studio di Human Dimension sulla presenza del cinghiale nel Parco Regionale di Veio (PDF, 1,84 MB)